Procedura di sovraindebitamento: in che cosa consiste ?
Prima di parlare della procedura di sovraindebitamento è opportuna una breve digressione su questo ultimo termine.
Esso è classificato dai dizionari come neologismo e il suo significato è facilmente intuibile: eccesso di indebitamento. Popolarmente, lo si utilizza per indicare una situazione nella quale un soggetto o un nucleo familiare trovano grandi difficoltà a onorare i propri debiti, difficoltà che possono avere motivazioni molto diverse fra loro.
Più tecnicamente, il termine sovraindebitamento è definito dal nostro ordinamento giuridico come uno stato di “perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”; per i dettagli si veda la legge 3/2012.
Il sovraindebitamento è un problema relativamente comune e molto spesso alla base vi è un’educazione finanziaria non adeguata; in questi casi il soggetto non sa valutare la propria capacità di rimborso e fa un uso eccessivo del credito; in altri termini fa spese eccessive, richiede troppi finanziamenti e non poi più capace di farvi fronte con puntualità.
In altri casi il problema è determinato da eventi che sono indipendenti dalla volontà del debitore, come per esempio la perdita del posto di lavoro, la necessità di spese mediche prolungate non rimborsabili dal Sistema Sanitario Nazionale, un imprevisto che comporta un ingente esborso di denaro ecc.
In varie circostanze il sovraindebitamento può avere – e ha purtroppo avuto – conseguenze drammatiche e non è un caso che il legislatore abbia previsto di gestire questa particolare fattispecie con la procedura di sovraindebitamento, uno strumento che ha vari riferimenti normativi tra i quali si ricordano principalmente la Legge 3/2012, più comunemente nota come “legge salva suicidi”, il Decreto Ministeriale 202/2014 e il D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza).
Cos’è la procedura di sovraindebitamento?
La procedura di sovraindebitamento è uno strumento con il quale il legislatore ha inteso fornire un aiuto ad alcune categorie di soggetti non fallibili che si trovano in particolari e gravi situazioni debitorie verso soggetti terzi.
In altri termini si tratta di una soluzione che permette al soggetto sovraindebitato di ristrutturare il proprio debito. In casi particolari, il debito può essere ridimensionato e talvolta anche cancellato del tutto.
Ovviamente, per poter usufruire di questa procedura è necessario uno specifico iter che serve a verificare se esistono o no le condizioni per la sua concessione.
Chi può ricorrere alla procedura di sovraindebitamento?
È opportuno precisare che non tutti possono ricorrere alla procedura di sovraindebitamento; la legge infatti riserva tale soluzione alle seguenti categorie di soggetti:
- consumatori
- professionisti, artisti e altri lavoratori autonomi
- imprenditori minori (a sensi dell’art. 2 lett. d) del lgs. n.14/2019
- imprenditori agricoli
- start-up innovative di cui al D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221.
La procedura non considera i debiti che derivano dagli obblighi di mantenimento, quelli relativi alla corresponsione degli alimenti e nemmeno i risarcimenti extracontrattuali.
L’iter procedurale
La procedura di sovraindebitamento prevede alcune fasi. Per prima cosa ci si deve rivolgere all’Organo per la Composizione della Crisi da sovraindebitamento (OCC), uno specifico ente che fa da garante per i creditori.
L’OCC valuta la domanda del debitore e decide se ci sono oppure no i presupposti per poterla accogliere.
Se la richiesta può essere accolta, è necessario nominare il “gestore della crisi”, una figura professionale il cui compito è quello di assistere il debitore.
Qualora i debiti in essere riguardino l’attività professionale in corso, il gestore proporrà un ripianamento dei vari debiti che dovrà essere esaminato dal Tribunale del Comune di residenza del debitore. La proposta indica l’importo che sarà restituito e le tempistiche del rimborso.
La proposta deve poi essere inviata ai creditori che dovranno decidere se accettarla o no. La proposta si ritiene accettata qualora si ottenga l’approvazione da parte dei creditori che rappresentano almeno il 60% del debito.
Se i debiti sono relativi a un consumatore e non a un’attività professionale, viene sempre formulata una proposta, ma per ritenere valido l’accordo è necessario che tutti i creditori siano favorevoli.
Un’alternativa che potrebbe essere presa in considerazione è la liquidazione del patrimonio del debitore; questi, in accordo con il gestore, sceglie i beni da vendere e utilizza quanto ottenuto per pagare, parzialmente o totalmente i creditori.
Un esempio
Per capire meglio l’ambito di applicabilità della procedura in questione può essere utile un esempio pratico.
Consideriamo una famiglia composta da tre persone: marito e moglie con un figlio a carico.
Il marito è un lavoratore autonomo che ha entrate nette mensili che oscillano tra i 1.300 e i 1.500 euro mensili, mentre la moglie lavora presso un’azienda di cosmetici e ha uno stipendio fisso di 1.350 euro mensili. La coppia ha quindi un’entrata mensile che oscilla tra i 2.650 e i 2.850 euro al mese e stanno pagando una rata mensile di 720 euro relativa a un mutuo casa a tasso fisso. Supponiamo che la moglie perda il lavoro a causa della chiusura dell’azienda.
Le entrate passano quindi a 1.300-1.500 euro mensili. Considerando la rata del mutuo e le spese per la gestione del bilancio di famiglia, è facile prevedere che nel giro di pochi mesi ci si potrebbe ritrovare in una situazione che rende piuttosto complicato onorare il debito con l’istituto di credito, magari perché si ricorre ad altri finanziamenti per cercare di “tamponare” il problema.
In un caso come questo, non è improbabile che si venga a creare una situazione di sovraindebitamento per la quale è possibile richiedere il ricorso alla procedura.
Se questa venisse accordata, si potrà stilare un piano di rimborso adeguato che potrebbe consentire alla famiglia di vivere dignitosamente e fornirle al contempo la possibilità di onorare i propri debiti.


